Come portare la classe fuori dall'università? E, al tempo stesso, come far entrare nelle aule ciò che accade fuori – genocidi, guerre, ingiustizie sociali, gentrificazione, razzismo, oppressioni, femminicidi? Come possiamo contaminarci, creare alleanze, aprire spazi di apprendimento attraversabili e plurali?
Queste domande ci hanno spinte a ripensare la classe come "lo spazio più radicale di possibilità in accademia", come ci ha insegnato bell hooks: un luogo in cui immaginare e tessere visioni alternative del futuro, dove il pensiero si intreccia alla pratica e alla vita.
Il risultato è un laboratorio di mappatura critica e collettiva condotto a Padova tra il 2024 e il 2025 con studentesse e studenti del Corso di laurea in Local Development (UniPd), nel rione Palestro, un rione popolare e antifascista, meticcio e resistente, segnato da una toponomastica coloniale. A renderlo possibile, il fondamentale contributo del collettivo Decolonize Your Eyes, attivo nel rione, e il supporto del kollektiv orangotango.
Le otto mappe visive e tipografiche raccolte in questo volume – sulla toponomastica, il passato, il presente e il futuro del rione – sono nate dall'incontro tra sguardi e storie di studenti e studentesse e di chi il quartiere lo abita, lo attraversa, lo ricorda, lo sogna. Quello che emerge è un rione plurale e vivo, capace di resistere e reinventarsi, dove memoria coloniale, contro-narrazioni, identità antifascista e nuove presenze migranti si intrecciano tra strade, piazze e campetti da calcio.

